10/11/2017

Più regole per le banche, passo indietro di Nouy

L’intervento dell’Europarlamento ha convinto l’organo di supervisione Ssm della Banca centrale europea a riconsiderare la sua proposta di «stretta» sugli accantonamenti sui crediti deteriorati delle banche. I dubbi giuridici sollevati dal presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani di Forza Italia, ribaditi da vari eurodeputati italiani su base bipartisan, hanno portato la responsabile francese del Ssm Daniele Nouy, ad aprire a un ammorbidimento. Lo ha chiarito la stessa Nouy in una audizione in commissione Affari economici dell’Europarlamento di Bruxelles, dove eurodeputati italiani come il presidente Roberto Gualtieri del Pd, Marco Valli del M5s e Fulvio Martusciello di Forza Italia hanno messo sotto pressione la responsabile della vigilanza Bce con critiche sulla sua proposta per i prestiti non performanti (Npl), condivise in Italia da governo, Banca d’Italia, banchieri e industriali.

«Possiamo migliorare la formulazione e senz’altro sarà migliorata», ha promesso Nouy, dopo essersi trovata più volte in imbarazzo nel rispondere alle domande e alle critiche di vari membri della commissione parlamentare.

La tecnocrate francese ha premesso di non avere potuto ancora esaminare il recente parere giuridico dell’Europarlamento, chiesto da Tajani per dimostrare che il Ssm non può varare norme di competenza solo dei legislatori. Ha difeso la sua proposta sostenendo che «ricade all’interno del mandato di supervisione e nei poteri della Bce». Ha ricordato che, dopo averla illustrata all’ultimo Eurogruppo, il presidente della riunione ha parlato di «consenso generale» tra i ministri finanziari (in realtà contestato dall’italiano Pier Carlo Padoan). E ha mantenuto la data dell’8 dicembre come termine della consultazione in corso (per passare all’applicazione dal gennaio prossimo), garantendo di «tenere in considerazione tutti i commenti ricevuti» sulle nuove regole (100% di accantonamenti entro due anni per i crediti deteriorati senza copertura ed entro sette anni per quelli con garanzie).

Durante il dibattito è diventata molto più disponibile. Valli del M5s ha accusato Nouy di penalizzare il credito tradizionale delle banche italiane e di favorire con la sua accelerazione sugli Npl «quelle entità finanziarie pronte a speculare sul ribasso dei prezzi d’acquisto nella gestione del recupero crediti». L’ha poi invitata a concentrarsi «sui derivati e in generale su tutti gli asset illiquidi di secondo e terzo livello, di cui sono piene le banche più grandi e rischiose» (tedesche, francesi, britanniche, olandesi, lussemburghesi), stimati in Europa circa 450 mila miliardi (contro meno di 800 miliardi di Npl). «Credo si possa parlare di primo importante successo per il Parlamento europeo — ha commentato Gualtieri dopo le aperture di Nouy —. Anche se naturalmente ora saremo vigili sui passaggi successivi e proseguiremo il dialogo con la vigilanza Bce».


Autore: Ivo Caizzi
Fonte: Il Corriere della Sera
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